• Angelo De Pascalis

La Felicità (Angelo De Pascalis)

Quante volte a farti male con ciò che avrebbe dovuto salvarti.

Quanti giorni spesi ad aspettare che qualcosa o qualcuno ti strappasse violentemente alla rassegnazione per portarti altrove. In un posto dove curare le tue ferite, in un angolo di tempo soltanto per te. Quante volte ad elemosinare amore o soltanto un po’ di fottutissima attenzione. E quanti momenti spesi a farti trovare da chi non ti ha mai guardata come doveva. Ma tu sei fatta così. Diresti che sei fatta così. Che sei fatta per farti male. Che te le cerchi le tue disavventure. Che non sapresti fare altrimenti. Ma, vedi, è solo un pretesto. È il pretesto di chi ha preso così tanti schiaffi da abbassarsi alla rassegnazione. Ti sei rassegnata. E ti auguri nulla. Pensi che nulla possa spettarti. Che nessuna Felicità sia possibile. Forse perché ti hanno detto che per esser felici bisognerebbe cambiare tutto. E tu non ne sei capace, non potresti, non vorresti. No. Per essere felici non occorre rivoluzionare tutt’intorno. La Felicità abita negli occhi, nel modo di guardare. Puoi guardare il mare e vederci il nulla e guardare un idiota e trovarci l’infinito. Succede. A molti succede. Ma tu hai bisogno di amarti. E per amarti hai bisogno di esistere. Di non aspettare. Di non dipendere. Di non delegare il tuo sorriso a nessuno. Hai bisogno di piangere di gioia. Di sentire il cuore in gola per qualcosa di meraviglioso. Hai bisogno di rallentare. Di trovare dentro ciò che intorno non c’è. Hai bisogno di vivere per ciò che ti emoziona, di contare le volte in cui sei triste, non quelle in cui sei felice. La Felicità è un attimo. Ma dovremmo vivere di attimi. Ecco. Rallenta. Gli attimi vanno focalizzati, ascoltati, guardati. Oggi l’imperativo è correre. Arrivare primi. Primi a lavoro. Primi nello studio. Primi nei consensi. Anche e soprattutto a discapito della qualità con cui abbiamo percorso la nostra strada. Rallenta. Lasciali passare. Guardati. E scopri quanto è bello ciò che gli altri non sono riusciti a vedere dentro di te. Arriverai per ultima o a metà classifica. Ma con gli occhi pieni di emozione. Lascia la velocità a chi deve. A chi non sarebbe nessuno senza la velocità. A chi non ha un’anima e non ha bisogno di occuparsene. Tu, che un’anima ce l’hai, dovresti metterla al centro del tuo mondo. Tu sei il contenuto, non la scatola. Evita le scatole vuote. Punta all’essenza. E andrai lontano. Troverai dentro di te il tuo altrove. Ascolterai più musica, alzerai la testa per guardare il cielo e l’abbasserai piano per vedere dove comincia il mare. Entrerai in un film. Ti perderai. Per ritrovarti in un libro, in una piccola follia, in una risata inattesa, in una stretta di mano o, magari, nella morsa di un abbraccio che resta. Già. L’abbraccio. Il ponte fra due anime. Il sentiero delle emozioni. La fusione di due respiri. La confusione della tristezza. Il luogo. L’appuntamento tra quattro braccia e l’immenso. La protezione. La possibilità. Il conforto. L’abbraccio è una casa. La casa in cui dovresti abitare ogni volta che che ti perdi nel vuoto di una vita che non ti appartiene. La tua casa. Quella dove tutto può succedere, ma tu sei al sicuro. Ricorda. Non hai bisogno di cambiare il mondo.hai bisogno di ritrovare i tuoi occhi e guardarlo come senti. Di rivolgere il tuo sguardo dove ti pare. Di ritrovarti e ritrovare i tuoi sogni. Di stringere ciò che ami e mandare via ciò che ti affligge. Punta alla tua vita. Sei nata libera. E nessuna catena ha il diritto di tenerti.

Angelo De Pascalis

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